Saluti e pace a voi. Il Dio d’amore vi riempia della sua grazia mentre ci prepariamo ad entrare in quella settimana più santa di tutte le altre, per stare con Gesù nella sua passione e morte, per poter quindi restare con lui per sempre nella vita risorta. Gridiamo con voce forte nella gioia e speranza di quella vita di resurrezione: Alleluia!!
La Domenica delle Palme, il 5 aprile, la Chiesa celebrerà la 24° Giornata Mondiale della Gioventù a livello diocesano. Nel giovedì precedente, il 2 aprile, Papa Benedetto celebrerà una messa con i giovani della Chiesa di Roma e poi, la Domenica delle Palme, farà un saluto a tutti i giovani del mondo durante l’Angelus nella Piazza San Pietro. Come preparazione a questa giornata, lo scorso 22 febbraio, il Santo Padre ha comunicato un messaggio nel quale ha annunciato il tema di questa Giornata Mondiale della Gioventù: “Abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente” (1 Tm 4,10). (Per vostra conoscenza: ha annunciato anche il tema per la GMG 2010, “Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?” Mc 10,17, e ricordato il tema per la GMG 2011 in Madrid, “Radicati e fondati in Cristo, saldi nella fede” (cfr Col 2,7)).
Nel messaggio Papa Benedetto, come ha fatto varie volte nel suo pontificato, incoraggia i giovani a far aumentar la loro speranza. Dice: “La questione della speranza è, in verità, al centro della nostra vita di esseri umani e della nostra missione di cristiani, soprattutto nell’epoca contemporanea. Avvertiamo tutti il bisogno di speranza, ma non di una speranza qualsiasi, bensì di una speranza salda ed affidabile.” Continua dicendo che la speranza è particolarmente importante per i giovani con le loro aspettative, le idee, i loro sogni, gli ideali e i progetti. Nel nostro documento, Passo dopo Passo, riconosciamo questa verità anche quando diciamo che la Pastorale Giovanile è un “impegno della comunità cristiana, nel nome dello Spirito di Gesù, a restituire vita e speranza ai giovani attraverso processi di educazione (alla fede) che consentano loro di crescere come persone e quindi maturare nell’esperienza cristiana”. Restituire la speranza perché spesso, come riconosce anche il Papa, questa può essere persa dai giovani per vari motivi: “difficoltà negli studi, mancanza di lavoro, incomprensioni in famiglia, crisi nelle relazioni di amicizia o nella costruzione di un’intesa di coppia, malattie o disabilità, carenza di adeguate risorse come conseguenza dell’attuale e diffusa crisi economica e sociale”. Tante volte i luoghi dove i giovani dovrebbero incontrare appoggio per la loro speranza, famiglia, scuola, lavoro, amicizie, ecc., trovano invece la speranza minacciata per l’assenza di Dio. Queste parole del Santo Padre sono vere per tanti nostri giovani d’oggi: “Ecco perché una delle conseguenze principali dell’oblio di Dio è l’evidente smarrimento che segna le nostre società, con risvolti di solitudine e violenza, di insoddisfazione e perdita di fiducia che non raramente sfociano nella disperazione”.
É compito della Chiesa, ed in particolare della pastorale giovanile, rovesciare questa “ignoranza” di Dio. Piaccia o no, molte volte saremo gli unici ad offrire ai giovani questo incontro con Dio, fonte della vera speranza. Da giovane chierico, San Giuseppe Marello ha scritto: “Spera ma spera in Dio. Vi [fu] un imperatore al colmo della potenza – egli collocava le sue speranze sul tagli delle proprie [spade] ma la giustizia di Dio infranse quelle spade e il gran guerriero”. Dobbiamo aiutare i nostri giovani ad avere questa stessa idea e questa stessa fiducia. Nel suo messaggio, Papa Benedetto invita i giovani a prendere San Paolo come modello. É proprio per il suo incontro con il Signore Risorto sulla strada verso Damasco che egli può scrivere al suo amico Timoteo di porre la speranza nel Dio vivente. Per Paolo, Dio vive in Gesù e lui conosce Dio per mezzo dell’incontro con Gesù. Gesù desidera molto questo incontro. Ai giovani che chiedono “come devo incontrarmi con Gesù?”, il Santo Padre dice di mettersi in preghiera (in privato e in gruppo), nei gruppi e movimenti e, sopratutto, con i sacramenti. Dei sacramenti, certo, l’Eucaristia è lo spazio privilegiato per l’incontro con il Signore Risorto, “sacramento di salvezza in cui Cristo si fa presente e dona come cibo spirituale il suo stesso Corpo e Sangue per la vita eterna.”
Il messaggio di Sua Santità finisce con un appello ai giovani a diventare missionari di speranza nel mondo. Dopo l’incontro con Dio nel Signore Gesù, dice, “non potrete non parlare di Lui e non farlo conoscere ed amare da tanti altri vostri amici e coetanei.” Questo ricorda l’appello che ha fatto ai giovani per la GMG Sydney 2008. Giovani che servono come ministri ai giovani! Questo anche è parte fondamentale della nostra Pastorale Giovanile Giuseppino-Marelliana. Verso la fine del messaggio c’e questa sfida dal Papa Benedetto ai giovani: Se Gesù è diventato la vostra speranza, ditelo anche agli altri con la vostra gioia e il vostro impegno spirituale, apostolico e sociale. Facciamo nostra questa sfida diretta ai nostri giovani purché possano davvero vivere le parole di San Paolo: abbiamo posto la nostra speranza nel Dio vivente.
In Gesù, Maria, Giuseppe, e Marello,
P. Brian Crawford, OSJ
Incaricato Generale della Pastorale Giovanile e Vocazionale