Saluti e pace nel Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. Il suo fedele Custode, nostro Patrono e Protettore San Giuseppe, ci protegga da tutte quelle cose che possono portarci lontano da Colui chi è la fonte della vita e dell’amore.
Quando dico “nostro Protettore”, riferendomi a San Giuseppe, sono sicuro che tutti capiamo che “nostro” non vuol dire solo di noi Oblati, Oblate e Giovani Giuseppino-Marelliani, ma di tutta la chiesa universale. Lo dico senza timore perché a San Giuseppe fu dato il titolo di “Patrono della Chiesa Universale” e nessuno glielo ha tolto fino ad ora. É importante per noi tutti capire questo, perché altrimenti c’e il rischio di vedere la nostra devozione a San Giuseppe come particolare e speciale a noi e questo non è affatto il caso.
Nelle nostre Costituzioni, fra i tipi di pastorale che dobbiamo offrire ai fedeli, si trova anche la devozione a San Giuseppe. L’Articolo 3 delle Costituzioni dice che gli Oblati “si dedicano al servizio della Chiesa...in particolare...alla diffusione della devozione a San Giuseppe”. Anche nella seconda parte delle Costituzioni e del Regolamento Generale, il capitolo 6 porta il titolo “Apostolato Giuseppino”. L’articolo 74 delle Costituzioni dichiara che gli Oblati “formati alla scuola di San Giuseppe...propongono a tutti il loro singolare modello” di santità. Dal momento che il nostro fondatore è stato canonizzato, questo include anche la diffusione della devozione a San Giuseppe Marello. Certo che lui fu il primo a diffondere la devozione a San Giuseppe, sia con le parole sia con la pratica delle sue virtù, tanto che diffondere la devozione al Marello è lo stesso che diffondere la devozione a San Giuseppe.
In quest’anno in cui pensiamo al nostro servizio alla Chiesa locale non dimentichiamo questo aspetto così importante del nostro apostolato. L’Articolo 75, parlando del Movimento Giuseppino, fa un sommario bello di come possiamo diffondere la devozione al nostro Patrono e al nostro Fondatore nel modo migliore: “la Congregazione si impegna a promuovere la fraterna collaborazione di tutti i devoti di San Giuseppe, al fine di approfondire la conoscenza della sua missione nel piano dell’Incarnazione e di ravvivare la vita della Chiesa con la pratica delle virtù evangeliche tipiche di San Giuseppe”. Quindi promoviamo lo studio di San Giuseppe e la pratica delle sue virtù, le quali sono accessibili a tutti, perché sono “virtù semplici e comuni ma vere e autentiche” (C. art. 74). Dato che San Giuseppe è Patrono della Chiesa Universale, questa parte del nostro apostolato non deve essere vista come qualcosa di importanza solo per alcune persone. I “devoti di San Giuseppe”, in questo senso, sono tutti i seguaci di Gesù Cristo! Dobbiamo impegnarci a presentare San Giuseppe, e il suo figlio fedele, San Giuseppe Marello, a tutti i fedeli.
Come direttori ed animatori della pastorale giovanile e vocazionale, noi cerchiamo di presentare questi due modelli ai nostri giovani. Passo dopo Passo pone questo aspetto della nostra pastorale ai giovani nel contesto di compimento della missione affidata agli Oblati di San Giuseppe, come viene espresso nell’articolo 30 del Regolamento Generale: “E’ impegno apostolico di ogni Oblato sviluppare armonicamente nei giovani le facoltà fisiche, morali ed intellettuali, cercando di far maturare in loro il senso della libertà, della responsabilità nel contesto comunitario, attraverso un’educazione integrale”. Dopo questa citazione dell’articolo nel documento, segue il numero 19 che dice: “Seppur attraverso l’impegno a operare ‘con’ la Chiesa e ‘nella’ Chiesa, la nostra pastorale giovanile deve trovare una caratterizzazione specifica, in accordo con gli elementi carismatici che troviamo nelle Regole della nostra Congregazione, gli insegnamenti lasciati dal nostro Fondatore, San Giuseppe Marello e quei suggerimenti operativi che provengono da una spiritualità propriamente Giuseppina”.
Poi il documento mette in evidenza quali sono questi elementi carismatici e insegnamenti nel contesto giovanile. Non mi serve presentarli qui; ciò che mi preme evidenziare è che questo impegno di presentare San Giuseppe e San Giuseppe Marello ai giovani come modelli e maestri viene dal nostro apostolato generale alla Chiesa Universale.
Ma non finisce con il presentare loro come modelli e maestri ai giovani! Dobbiamo incoraggiare i giovani a fare lo stesso, cioè i giovani stessi dopo devono promuovere la devozione ai nostri due Giuseppe nella Chiesa, particolarmente nelle loro famiglie ed tra gli amici. Dobbiamo aiutarli a comprendere che questa devozione non è particolare a loro perché sono Giovani Giuseppino-Marelliani, ma che tutta la Chiesa, tutti i fedeli, devono ricevere i benefici di una devozione a San Giuseppe ed a San Giuseppe Marello. Facciamo di questo mese di marzo un momento per fare precisamente questo fra i nostri giovani.
In Gesù, Maria, Giuseppe, e Marello,
P. Brian Crawford, OSJ
Incaricato Generale della Pastorale Giovanile e Vocazionale